giovedì 22 agosto 2013

Freddo elisir del drago al grano saraceno e zenzero, uva spina e miele di atamisqui

Si narra che molti secoli fa, dal commovente e profondo pianto di un drago, la terra fece nascere un arbusto sinuoso e contorto, dalle lunghe braccia sottili, spinose e ruvide.
Un modesto albero dai rami cupi e intricati, dagli aculei appuntiti che solevano tenere lontano ogni creatura vivente; dal cui cuore facevano mostra di se grappoli d'iridi verde smeraldo e venature di tuono, il cui sguardo incantava e stregava il cuore di coloro che riuscivano a scorgerle tra le fitte foglie.
Sfere succose, dolci e asprigne, secondo una leggenda in grado di guarire ogni dolore e di rendere saggio e lungimirante chiunque riuscisse a godere anche del succo di un solo, rotondo acino ambrato. Un privilegio non concesso a molti, poiché solo i cuori puri e umili avrebbero potuto coglierli senza ferirsi o lacerarsi; solo anime trasparenti e benevole avrebbero potuto domare le puntute spine e acquisire la sapienza secolare del pianto del drago, con i suoi poderosi benefici.
In passato solo spiriti benedetti avevano accesso ai rari cespugli incantati, in armonia con la terra e il cielo e nel rispetto profondo dell’anima terrestre: solamente druidi dalle bianche vesti, che solevano appropriarsi di poche iridi smeraldo al fine di creare un potente elisir in grado di rifondere forza, vigore e saggezza profonda agli animi meritevoli di grazia; alle anime perdute, ai sofferenti, ai quali il prezioso nettare avrebbe restituito una grande verità, in grado di dissipare le nubi scure di una misera e ingiusta esistenza: lo sguardo vitreo e ipnotico di quei verdeggianti bulbi avrebbe sussurrato il suo più intimo segreto agli spiriti puri, donando ad essi la possibilità di acquisire una straordinaria vista del cuore.
Nessuno sa esattamente quali erbe incantate o quali nettari preziosi venissero miscelati al potente succo di quei globi, riconosciuti ancora oggi come i traslucidi frutti d’uva spina: qualcuno racconta che i druidi più anziani si avvalessero del calore ambrato del miele, linfa di vita e sacralità, oro liquido fermentato nell'antica bevanda del chouchen; qualcun altro rimembra invece la forza spirituale di un grano scuro e saporito, in grado di dare vigore fisico e mentale, spesso trattato e lavorato con sapienza dalle mani di abili agricoltori.
Ciò che appare certo però, è che quel secolare mistero si perde ancora oggi nei sibili del vento, nei pressi dei rari arbusti di deliziosa e antica uva spina; è nascosto tra le dita dell’aria, che sussurra a cuori umili e attenti il prezioso segreto. E talvolta pare di sentirla mormorare, bisbigliare, con voce lontana, fresca e ammaliante: <Solo tra le spine nascono i frutti più belli; solo dal dolore nasce la saggezza. E’ dal coraggio che sboccia la virtù, dalla bontà d’animo il vero incanto della vita>.


Perché tra le spine nascono i frutti più belli. Perché solo soffrendo l’anima talvolta riesce ad imparare quanto amore può contenere, quanta vita sa capire; solamente sentendo l’anima bruciare e una scia di lacrime cadere sul viso, riesce ad entrare nel cuore cieco di altri sofferenti e aiutarli a vedere. E’ in fondo il grande dono che il dolore ci fa: se all'apparenza ci priva di ogni cosa, nel profondo sa renderci molto più ricchi. E così, dopo le spine, riusciamo anche a scoprirci colmi di incanto.
Ecco un elisir speciale, da condividere con voi: un piccolo augurio perché il segreto del drago incontri i vostri cuori, laddove nascondete i pensieri più buoni, per renderlo capace di vedere e sentire le più celate voci del mondo. Perché possiate imparare a gioire o soffrire soprattutto con gli occhi degli altri, così da comprendere al meglio il prossimo ed anche voi stessi; perché il dolore non vi spaventi comunque in nessun caso, certi che vi donerà in cambio qualcosa di immensamente prezioso per la vita.
Perché l’incanto non vi abbandoni mai, portandovi ‘là’: dove l’irreale diviene sempre, prima o poi, una splendida e inaspettata realtà.

Freddo elisir del drago al grano saraceno e zenzero, uva spina e miele di atamisqui
(ricetta priva di glutine e di lattosio)

250 ml di latte di grano saraceno (The Bridge Bio)
200 ml di panna di riso (Isola Bio)
125 gr di uva spina bianca + 1 cucchiaino di zucchero + 1 cucchiaino di succo di limone (o 90 gr di composta di uva spina, se non disponete dei frutti freschi)
4 tuorli medi
20 ml di sciroppo di glucosio
2 cucchiai rasi di miele di atamisqui (Altro Mercato)
80 gr di zucchero di canna integrale (Alce Nero)
1 cucchiaino di radice di zenzero triturata (o in polvere)

Montare i tuorli con lo zucchero, il miele e lo sciroppo di glucosio, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. A parte, portare ad ebollizione il latte di grano saraceno, la panna di riso e lo zenzero tritato. Filtrare e, una volta intiepidito, mescolare il composto ai tuorli precedentemente montati. Versare nuovamente tutto in pentola e cuocere ‘alla rosa’ (ovvero fino a che la temperatura del composto non raggiungerà gli 80-84°C, dovrete utilizzare un termometro da cucina). Filtrare il tutto nuovamente e lasciare a riposo in frigorifero, coperto da pellicola, almeno 4 ore (meglio ancora tutta la notte).
Procedere poi alla preparazione del gelato: versare il composto nel cestello della gelatiera e lasciare mantecare per circa 20 minuti. A questo punto, frullare l’uva spina con il cucchiaino di zucchero e un cucchiaino di limone: versarla nel cestello e continuare la mantecatura per altri 10 min. ca.
Gustare il freddo elisir del drago subito, oppure conservarlo in una vaschetta ermetica nel congelatore (avendo l’accortezza di estrarlo dal freezer almeno 15 min. prima del consumo). 

E’ specialmente per te, dolce amica mia, questo fresco e speziato elisir. Partecipo con tutto il cuore al terzo e strepitoso contest Ca’ Versa, donandovi l’incanto di una lacrima di drago e un sincero augurio perché ogni spina della vita possa sempre nascondere frutti stupendi.



 p.s. l’avevo detto che non avrei rinunciato per niente al mondo all’uva spina! :) 

Kiaretta, infine un pensiero lo rivolgo al tuo cuore. Non temere le spine, non lasciarti spaventare dal buio e dal dolore. Presto frutti meravigliosi nasceranno per te, arricchendoti di luce che saprà rischiarare i momenti di sconforto, anche futuri. Sei splendida, ricordati che sono qui se hai bisogno. E anche in silenzio, ti abbraccio.

Una dolcissima notte a tutti, con affetto. Che sia piena di sogni argentati!


domenica 11 agosto 2013

Desideri di pan dolce al miele con ricotta ai petali e rose, mirtilli al balsamico e creme de cassis

Una lieve e fresca brezza notturna scompigliava silenziosamente le cime di alte e sinuose betulle.
Il sommesso fruscio di foglie, scosse dalle dita del vento, accompagnava l’argenteo stridore dei grilli, nascosti alla vista da un campo ricolmo di esili spighe mature.
L’ipnotico sussurro delle cicale riempiva l’aria di note misteriose e lontane, di un canto angelico che rapiva l’anima, conducendola al di sopra delle stelle e sulle soffici gote delle nuvole.
Ed è proprio in quell’armonia che da qualche istante Julie si era perduta, mentre appoggiata al grande balcone di pietra fissava pensierosa il vuoto. Il profumo intenso dell’erba d’estate le pervadeva le narici, inebriandola di un umido sentore di fiori e vaniglia; quell’aroma accarezzava teneramente il suo animo tormentato, diradando un poco le nubi del suo cuore. La ragazza sospirò profondamente e socchiuse gli occhi, reclinando lentamente il capo all’indietro: quasi le pareva di poter dimenticare l’oscurità dell’anima, confondendosi tra le mute ombre di una placida nottata d’agosto; quasi sarebbe rimasta in quello stato di grazia per sempre, se non fosse stato per un leggero tocco che la ridestò.
<Martin> sussurrò Julie sommessamente, mentre il ragazzo le si fece accanto.
La osservò con tenerezza, perdendosi nei suoi profondi occhi chiari; poteva percepire tutta la sua fragilità, tutta la sua insicurezza confondersi nei toni scuri di quella notte di velluto.
Così la accarezzò, portandole dietro all’orecchio una bruna ciocca di capelli lucenti.
<Hai presente quelle notti buie, ma tanto buie che pare che il cielo, sgombro da nubi, assomigli ad un telo opprimente e scuro? Quelle un po’ come questa, in fondo, in cui pare che gli occhi non possano scorgere altro che oscurità? Ecco, è proprio in quelle notti che se aguzziamo lo sguardo, se ci sforziamo di vedere, fissando la volta celeste riusciamo prima o poi a riconoscere le prime stelle; e dopo aver individuato i bagliori più grandi, se osserviamo con attenzione, ci accorgiamo con sorpresa che accanto ad essi ce ne sono di più piccoli, e accanto a quelli piccoli altri ancor più minuscoli. Così ci rendiamo conto con stupore e meraviglia che quello che ci pareva il buio più opprimente nascondeva in realtà una miriade di diamanti lucenti, pronti a rischiararlo.
E’ così che succede anche nei momenti più oscuri e grigi della vita, quelli in cui pare di non poter scorgere nient’altro che tristezza, buio e dolore: se ci mettiamo alla prova, se siamo convinti di voler vedere, se ci incoraggiamo ad alzare lo sguardo e a superare le tenebre, ecco che appaiono le prime luci a rischiarare il nostro cammino; a guidarci e a ricordarci che proprio in quei momenti ci è permesso di andare oltre le apparenze e trovare del buono in ciò che pare non godere del minimo bagliore; è proprio in quegli istanti che ci accorgiamo come i nostri sogni restano là, nella volta stellata, brillando uno per uno per noi. Splendendo per motivarci, al di là del nostro scoramento; lucendo per insegnarci che basta solo osservare attentamente nel nostro cuore per rendere visibile l’invisibile. E crederci, fino in fondo. Perché siamo noi a tenere acceso ogni nostro più intimo desiderio, dal momento che ci crediamo; finché ci crediamo, in una notte che non sarà mai realmente così buia>
Julie d’improvviso sorrise, reclinando la testa di lato e poggiando la morbida guancia nel palmo di Martin. Respirò profondamente, grata alla vita per aver condotto quell’anima saggia da lei; poi si voltò verso la volta stellata e sollevò lo sguardo: scrutò speranzosa e attenta il cielo per qualche istante, cercando di scovare quei bagliori nascosti che a prima vista parevano invisibili. Cercò di seguire il prezioso consiglio di Martin, allenandosi a scorgere la speranza anche dove le pareva di non vederne; insistette a lungo, decisa a vedere qualcosa nell’oscurità più profonda.
E d’improvviso, una scia luminosa solcò il cielo staccandosi dall’immenso telo nero su cui era appuntata.
Julie sussultò piena di emozione, senza trovare alcuna parola in grado di descrivere quell’improvvisa sorpresa. Ma Martin le colse per lei, baciandole amorevolmente la fronte: <Hai visto?> le mormorò all’orecchio <Talvolta, cercare i sogni accesi in cielo fa sì che cadano proprio tra le tue mani>.


E’ proprio nel buio più profondo che dobbiamo maggiormente sforzarci di trovare le luci; è proprio nell'oscurità più intensa che ci è chiesto di avere speranza e fiducia, al fine di scorgere finalmente quei bagliori che parevano invece invisibili. E se ci crediamo, se siamo disposti a non cedere, ecco che le stelle brillano luminose e più belle che mai, giungendo in nostro soccorso e riempiendoci di meraviglia e stupore. Ecco che il nostro sguardo si fa più leggero e si riempie del luccichio di sogni che restano appuntati in cielo per noi, solo per noi.
Possiate dimenticare in questa notte speciale ogni ombra nel vostro cuore; possiate scorgere stelle splendenti, ancora e ancora. Possiate rendere visibile l’invisibile. Possiate far sì che, in una scia lucente, i vostri sogni si sfilino dal manto nero in cui sono ricamati per cadere esattamente nelle vostre mani. Laddove da desideri si tramuteranno in realtà.

Desideri di pan dolce al miele con ricotta ai petali e rose, mirtilli al balsamico e creme de cassis
(dosi per ca. 4 bicchierini)

Per le briciole e per le stelle
6/7 fettine di pan dolce speziato al miele (De Rit Bio)
2 cucchiaini di zucchero a velo e ½ cucchiaino d’acqua (per la glassa sulle stelle)

Per la ricotta ai petali e rosa
200 gr di ricotta fresca
1 o 2 cucchiaini di miscela fiori e spezie Sonnentor (pepe rosa, pezzetti di fragola, fiori di rosa, pezzetti di lampone, vaniglia in polvere)
1 cucchiaino e ½ di acqua di rose
50 gr di zucchero a velo

Per i mirtilli allo sciroppo
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di aceto balsamico
2 cucchiai di creme de cassis (Bols, senza glutine)
150 gr di mirtilli freschi

Per guarnire
Mirtilli freschi q.b.
Panna montata q.b.
½ cucchiai di sciroppo di mirtilli tenuto da parte

Ricavare delle stelline da alcune fette di pan dolce speziato al miele, con un’apposita formina per biscotti. Tenere da parte e sbriciolare il restante pan dolce con le dita.

In un pentolino preparare i mirtilli allo sciroppo. Mettere al suo interno i cucchiai di zucchero con l’aceto balsamico e la creme de cassis; scaldare fino ad ottenere quasi un caramello denso; poi spegnere il fuoco e versare i mirtilli nello sciroppo caldo. Mescolare fino a che i mirtilli non rilasciano un poco del loro succo, rendendo il composto più fluido. Lasciar raffreddare.

In una ciotola mescolare la ricotta fresca alla miscela di fiori e spezie, all'acqua di rosa e allo zucchero a velo. Comporre quindi i bicchierini: versare a piacere sul fondo un po’ di mirtilli allo sciroppo (avendo cura di tenere qualche cucchiaio dello stesso da parte, per la decorazione), coprire con delle briciole di pan speziato e ricoprire con crema di ricotta. Procedere così a strati fino al riempimento del bicchierino.

Montare a questo punto la panna ben ferma e, con l’aiuto di una sac-a-poche, decorare la sommità dei dessert. Aggiungere la stella di pan speziato, su cui avrete a piacere posto della glassa bianca; versare delle gocce di sciroppo sui ciuffetti di panna e terminare con dei mirtilli freschi a piacere.
Lasciar riposare in frigorifero per almeno 2/3 ore. 
Gustare davanti al cielo stellato, esprimendo tutti i desideri più belli.

Tanti auguri, amici e amiche. Con tanto affetto possiate godere della pioggia argentea di milioni di stelle: mi raccomando, desiderate e sperate. 
Possano i vostri sogni divenire presto una splendida realtà!
Un abbraccio e dolce notte!