giovedì 11 aprile 2013

Cilindretti di quinoa soffiata al miele d'arancio, mousse di mele renette e fondente all'acai

<Non c’è miracolo che la vita non possa creare> sussurra il vento ai boccioli serrati del melo.
<Non v’è buio, dolore o morte laddove giungo con le mie carezze, portando il respiro>.
E l’arbusto dondola lieve, gravido di sogni ancora chiusi in una gemma.
<Non avere fretta di sbocciare, ogni cosa ha il suo tempo> volteggia brioso l’alito eterno del mondo.
<V’è il tempo del freddo cielo invernale, v’è il tempo per l’intima desolazione; v’è il momento di dormire e di aspettare. V’è l’assenza di sogno e il candore della neve, la malinconia della pioggia e il dolore di arbusti secchi e colmi di spine. V’è un tempo per piangere e per resistere, v’è il momento poi della speranza. V’è un tempo perché il seme conservi la sua essenza nel cuore e v’è un tempo perché la divida col mondo. V’è infine l’attimo di un nuovo turchese e dell’incanto della vita, che porta nuovi germogli laddove il terreno pareva dimenticato. Ed ecco l’istante della sorpresa, nel veder fiorire ciò che doveva invece morire: ecco il grido della vita, che canta al di sopra di ogni rumore. 
I frutti più dolci e maturi sono quelli che saggi sanno aspettare: sono quelli che sanno resistere al ghiaccio e alla desolazione; sono quelli che godono di ogni passo teso verso il divenire, attendendomi ancora fresco e colmo di vita. Sono quelli che, finalmente in fiore, desiderano il volo leggero di un’ape per conoscere l’amore; sono quegli occhi candidi e delicati che osservano il cielo turchino, brillando di rugiada, coi petali dipinti di una soave malinconia. Sono coloro che sanno lottare, sanno cantare, sanno piangere ma di nuovo sperare: sono l’incanto dell’esistenza, ancora in germoglio, fiduciosi nel destino e sicuri che giungerà sempre una nuova primavera.
E accudiscono i frutti ancora acerbi, senza brama di essere colti; assaporano il calore del sole e del lento divenire. Così alla fine v’è anche un tempo tanto agognato, dopo una lunga battaglia del cuore e dei sensi: il frutto più dolce e succoso, trionfo dopo tanto patire. Giunge l’attimo del coronamento e della gioia, inattesa e sorprendente. 
Perché i miracoli avvengono per tutti, per chi ha saggezza e pazienza di vederli sbocciare; per chi non cerca testardamente un traguardo. Perché essi accadono ogni giorno, senza chiedere ragione, senza pretendere a tutti i costi dei perché.>


L’esistenza a volte somiglia ad un’eterna attesa, in balia del soffio invernale e del ghiaccio; pare un’inutile speranza, quando sogni e desideri si incarnano in gemme che per noi paiono non fiorire mai. Eppure l’essenza della vita non si dimentica proprio di nessuno: nessun bocciolo è lasciato morire, quando attende saggio e fiducioso il calore di un nuovo sole. Là dove c’è un inverno, ci sarà sempre una primavera: il segreto del frutto maturo e zuccherino si nasconde nel saper aspettare, nella caparbietà e nella fiducia, sicuro che <verrà anche il suo momento>. 
Ma quello giusto, quello opportuno; senza dimenticare che anche le stagioni hanno il loro percorso e che nulla di ciò che giunge prima del tempo porterà al sapore unico e corposo di un tanto agognato sogno.

Cilindretti di quinoa soffiata al miele d'arancio, mousse di mele renette e fondente all'acai
(dosi per ca. 10 cilindretti)

Per l'involucro
30 gr di quinoa soffiata al naturale (Priméal)
30 gr di miele d'arancio (AltroMercato, un grazie alla mia Gre!)
40 gr di burro (o margarina 100% vegetale, Vallé Naturalmente)

Per il ripieno
80 gr di mousse di mele renette*
3 gr di agar agar (o un foglio di gelatina alimentare da 2 gr)

*io ho utilizzato la buonissima mousse naturale avuta in dono dai miei cari zii Roland e Rachele, che l'hanno preparata con le mele del loro giardino di Nufringen (grazie zii!).
Per prepararla potete sempre usare 1 kg di mele renette, 600 gr di zucchero e un cucchiaio di limone. Fate a tocchetti le mele, unite il succo di limone e lo zucchero. Cuocetele fino a che non saranno molto morbide e il composto si sarà addensato, come una comune marmellata. Frullare non appena si sarà intiepidito e invasare.

Per la copertura
80 gr di cioccolato fondente all'acai (AlceNero bio, o fondente che più gradite)
Pezzetti di mela essiccata q.b. (Noberasco)

Sciogliere a bagnomaria il burro. Quando è ancora tiepido, mescolare ad esso il miele senza cuocerlo (in questo modo rimarranno inalterate le sue benefiche proprietà). Aggiungere la quinoa soffiata e mescolare bene fino a che il composto non sarà impregnato in modo omogeneo. Distribuirlo in uno stampo in silicone per mini savarin, tentando di creare dei piccoli gusci e tenendo un po' dello stesso da parte per la copertura finale dei cilindretti. Mettere in frigo un quarto d'ora, mentre in un pentolino farete scaldare la mousse di mele insieme all'agar agar (o gelatina alimentare ammorbidita in acqua fredda). Estrarre i gusci dal frigorifero e mettere in ciascuno un cucchiaino di mousse alla mela. Porre nuovamente in frigo a raffreddare per ca. 20 minuti. Quando la mousse si sarà un poco rappresa, chiudere i gusci con la restante quinoa e porre in frigo per qualche ora. Estrarre delicatamente i cilindretti dalle forme (attenzione, saranno un pochino fragili! Se desiderate una consistenza più compatta potete sempre usare del miele meno fluido di quello d'arancio, come un buon millefiori).
Fare sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente all'acai e colarne un poco sulla sommità di ciascun dolcetto. Guarnire a piacere con pezzetti di mela essiccata. 

Con questa ricetta partecipo al dolcissimo contest Agriturismo Ca' Versa. Mi auguro davvero che questi cilindretti siano di vostro gradimento: sono forse semplici e naturali, ma è il tipo di creazione che più si addice al mio modo d'essere e di cucinare. Di certo non ho mancato di metterci tutto il mio cuore! :)



Volevo inoltre ringraziare come sempre alcune amiche che mi hanno pensata nell'assegnazione di alcuni premi: un abbraccio alla cara Ombretta, per avermi nuovamente donato il premio Versatile Blogger; uno alla tenera Daniela, per avermi assegnato il premio Liebster award. Infine un bacione alla mia Vivi, che mi ha donato il premio Super Sweet Blogging.

Siete dei tesori! Purtroppo il tempo a disposizione non mi permette di rispettare eventuali regole a riguardo, pertanto mi scuso immensamente. 
Dedico comunque a tutti voi questi premi che ho davvero apprezzato.
Grazie anche a te, Andrea, per aver pubblicato la mia ricetta precedente sulla tua pagina facebook: sei stato proprio gentile! :)

Infine, mi dispiace moltissimo di non aver risposto singolarmente a tutti i vostri commenti, come di solito amo fare: avrei voluto scrivervi davvero con tutto il cuore. Purtroppo è da qualche giorno che manco completamente, per cui non posso nemmeno passare a trovarvi sui vostri splendidi blog. 
Temo che ancora per qualche giorno non potrò esserci, ma vi ringrazio per essermi sempre accanto, nonostante tutto. 
Un pensiero particolare va alla mia tenerissima Sabi, alla cara Ilaria, alla dolce Pat e alla mia Lieta, per i bei pensieri che mi hanno donato. 

Un abbraccio a tutti e spero di tornare presto, molto presto da voi! 
Un bacio di turchese e nuvola, con affetto sincero.